Yo Tambien Me Defenderia Como Higui

**Aggiornamenti sul caso di Higui – Di seguito la traduzione del comunicato delle compagne argentine**

Da oramai 5 anni, [in Argentina] il 7 marzo è stato scelto come “giornata della visibilità lesbica”. Questa scelta ha rappresentato uno spartiacque nel movimento lesbico, visto che in questa data si commemora il crimine di odio, “lesbicidio” per essere più precis*, contro Natalia Gaitán detta “Pepa”, fucilata da Daniel Torres, patrigno della sua compagna, nel 2010 in un paese vicino Córdoba. Questo caso rappresenta la massima espressione della serie di violenze che subiamo come lesbiche in questa società patriarcale, machista ed eterosessista in cui viviamo. È una giornata per ricordare, riflettere, visibilizzare e ripudiare gli abusi e le violenze contro le lesbiche.

Nel contesto di questa data abbiamo deciso di parlare del caso di Higui, una lesbica povera della periferia di Buenos Aires, incarcerata per essersi difesa, non solo dagli attacchi dei suoi aggressori – diventati vittime-, ma anche da una serie di attacchi lesbofobici sistematici per i quali è stata messa sotto accusa, maltrattata e reclusa senza farsi troppi scrupoli.

È di dominio pubblico ciò che è avvenuto il 16 ottobre 2016, durante i festeggiamenti per la festa della mamma. Quella sera Higui è attaccata, subisce un tentativo di stupro correttivo, viene presa a pugni dagli stessi soggetti che, nel quartiere, avevano esercitato violenze contro di lei in quanto lesbica. Le dicono: “Lesbica di merda, adesso saprai quello che significa essere donna”. Cercano di stuprarla e, nel momento in cui prova a fermare il tipo che le sta strappando i vestiti e la biancheria, viene picchiata dagli altri violenti fino a svenire. Quando ancora era incosciente per i colpi subiti, arriva la polizia locale di San Miguel che la porta al commissariato di Bella Vista dove è sottoposta a una vittimizzazione ulteriore. Violano il suo diritto ad essere assistita da un medico, lasciandola ferita dentro a una cella, e la obbligano a rilasciare una deposizione senza un(‘)avvocat*. Nel commissariato, viene aggredita fisicamente e psicologicamente dai poliziotti. Le irregolarità del procedimento perpetrate dagli ufficiali di polizia come forma di punizione hanno comportato la perdita di prove che oggi ostacolano la causa e le indagini. 

Per molti anni Higui è stata attaccata per il fatto di essere lesbica. Ha sopportato qualsiasi forma di violenza e abuso: maltrattamenti fisici, psicologici, insulti, come se ci fosse un lasciapassare per chiunque a fare quello che vuole, soprattutto negli spazi pubblici. Higui ha vissuto aggressioni, “lezioncine” da parte dei violenti del quartiere in cui viveva, differenti forme di attacco in qualsiasi momento, le hanno bruciato casa, la perseguitavano e insultavano i suoi parenti e amici.

Oggi Higui è tornata a casa!!! [dallo scorso giugno] Questo è stato possibile grazie alla mobilitazione e organizzazione che hanno permesso la sua scarcerazione. Però la lotta non finisce qui, Higui è in attesa di processo, il che significa che è stata vinta una battaglia di molti mesi di lotta nelle strade e di mobilitazioni di vari settori come il movimento delle lesbiche e delle identità dissidenti, del femminismo nella sua totalità, dei partiti politici, associazioni, ecc. Si è raggiunto ottenuto che attenda il giudizio in casa, dopo aver passato 8 mesi incarcerata ingiustamente. La lotta continua ed esigiamo la sua assoluzione.

In questo contesto le violenze contro le lesbiche sono aumentate, soprattutto da parte dello stato, che ci incarcera e in varie maniere avalla e accelera queste pratiche nell’intento di ammansirci, correggerci e, se necessario, farci sparire. In questo modo cercano di far passare l’idea per cui essere lesbica sia un crimine. È lo stato stesso che, attraverso il sistema giuridico, ha messo sotto processo Mariana per essersi baciata con Rocío Girat in pubblico e che è in grado di sostenere uno stupratore colpevolizzando una donna per essere stata stuprata. Viviamo in un sistema capitalista e patriarcale che condanna le lesbiche e le/i pover* insieme a tant* altr*.

È stata l’organizzazione e la mobilitazione nelle strade che ha permesso la scarcerazione di Higui e, con lei fuori di prigione, continuiamo a lottare per la sua assoluzione. Ci mobilitiamo rivendicando la nostra esistenza come lesbiche e affrontando le violenze quotidiane che sono tanto più brutali quanto noi siamo visibili, reagiamo a queste e alla complicità civile che le avalla. Non solo non rimarremo più in silenzio, ma continueremo a organizzarci e mobilitarci.

Anche io mi difenderei come Higui

Aggredita perché lesbica e povera, arrestata per essersi difesa.

Basta crimini di lesbotransfobia.

Abbasso il sistema capitalista ed eteropatriarcale

Nessuna arrestata in più per essersi difesa.

#AbsolucionparaHigui

#YoTambienMeDefenderiaComoHigui

per info fb: Campaña por la Absolución de Higui

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