Likewise feat. Cagne Sciolte

Grazie a Likewise per averci ospitato nella loro trasmissione su Radio Onda Rossa!

Attraverso le nostre canzoni più care e più cagne abbiamo provato a raccontare i primi 10 anni dell’occupazione delle Cagne Sciolte…

Se ve la siete persa potete riascoltarla a questo link: http://www.ondarossa.info/newstrasmissioni/likewise/2023/12/likewise-feat-cagne-sciolte

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Complecagna 2023 – 10 anni insieme

(quasi) 10 giorni di festeggiamenti per 10 anni di occupazione!!!

Vi aspettiamo!!

˗ˏˋ 𝓥𝓮𝓷𝓮𝓻𝓭𝓲̀ 8 𝓭𝓲𝓬𝓮𝓶𝓫𝓻𝓮 ˎˊ˗
𝐡 𝟏𝟕:𝟎𝟎 appuntamento al 𝐂𝐨𝐧𝐬𝐮𝐥𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 di Largo delle Sette Chiese 25, sotto attacco e a        rischio smantellamento

𝐡 𝟏𝟖:𝟎𝟎 si parte per la 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐞𝐠𝐠𝐢𝐚𝐭𝐚 𝐭𝐫𝐚𝐧𝐬𝐟𝐞𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐬𝐞𝐩𝐚𝐫𝐚𝐭𝐚 della Madonna (a            breve info percorso)

𝐡 𝟐𝟎:𝟑𝟎 ci vediamo alle Cagne Sciolte per mangiare e cantare insieme: 𝐜𝐞𝐧𝐚 a cura di @sorema benefit per spese legali, a seguire 𝐦𝐢𝐧𝐢 𝐩𝐞𝐫𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐧𝐜𝐞 𝐫𝐞𝐥𝐢𝐠𝐢𝐨𝐬𝐚 e 𝐤𝐚𝐫𝐚𝐨𝐤𝐞 della Madonna!!!

❤️‍🔥 LE STRADE LIBERE LE COSTRUIAMO INSIEME
𝐒𝐨𝐑𝐞𝐌𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐞𝐢 𝐬𝐨𝐥ə ❤️‍🔥

˗ˏˋ 𝓓𝓸𝓶𝓮𝓷𝓲𝓬𝓪 10 𝓭𝓲𝓬𝓮𝓶𝓫𝓻𝓮 ˎˊ˗
𝐡 𝟏𝟑:𝟑𝟎 Non poteva mancare ʟᴀ ᴘᴜᴛᴛᴀɴᴇsᴄᴀ release p͙r͙a͙n͙z͙o͙ d͙e͙l͙l͙a͙ d͙o͙m͙e͙n͙i͙c͙a͙! Menù vegan pazzesco!

Mangiamo e cospiriamo, in attesa di rovinare i pranzi e cene del santo natale.
𝐄̀ 𝐠𝐫𝐚𝐝𝐢𝐭𝐚 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐧𝐨𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐝𝐢𝐫𝐢𝐳𝐳𝐨
𝐜𝐚𝐠𝐧𝐞𝐬𝐜𝐢𝐨𝐥𝐭𝐞@𝐛𝐚𝐬𝐭𝐚𝐫𝐝𝐢.𝐧𝐞𝐭

𝐡 𝟏𝟔:𝟎𝟎 Presentazione e discussione a partire dal libro 𝐿𝑎 𝑔𝑢𝑒𝑟𝑟𝑎 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑜 𝑙𝑒 𝑑𝑜𝑛𝑛𝑒 di Rita Laura Segato, Tamu, 2023. Con una delle traduttrici proponiamo di far dialogare le riflessioni sul femminicidio sviluppate nel contesto neoliberale della frontiera tra Messico e USA con l’immaginario evocato anche in Italia rispetto alla violenza maschile contro le donne.

A seguire 𝐓𝐞̀ 𝐞 𝐛𝐢𝐬𝐜𝐨𝐭𝐭𝐢!

˗ˏˋ 𝓖𝓲𝓸𝓿𝓮𝓭𝓲̀ 14 𝓭𝓲𝓬𝓮𝓶𝓫𝓻𝓮 ˎˊ˗
𝐝𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐡 𝟏𝟖:𝟎𝟎
• Escape room
• Torneo biliardino
• Giochi da tavolo e giochi con i corpi
• Proiezioni e collage dei vostri ricordi di questi 10 cAgni

A seguire… 𝐌𝐮𝐬𝐢𝐜𝐚 𝐞 𝐏𝐞𝐫𝐫𝐞𝐨 𝐛𝐲 𝐂𝐚𝐠𝐧𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐑𝐞𝐲, un grande e attesissimo ritorno!

˗ˏˋ 𝓥𝓮𝓷𝓮𝓻𝓭𝓲̀ 15 𝓭𝓲𝓬𝓮𝓶𝓫𝓻𝓮 ˎˊ˗
𝐡 𝟐𝟎:𝟑𝟎 e la cena? OPS

𝐡 𝟐𝟐:𝟎𝟎 come da tradizione, si’or e si’or…

il grande ᴄᴀʙᴀʀᴇᴛ: ʟ’ᴀʀᴛᴇ ǫᴜᴇᴇʀ ᴅᴇʟ ғᴀʟʟɪᴍᴇɴᴛᴏ!!!

Uno spettacolo irriverente, tagliente,impertinente e altri aggettivi che finiscono in -ente!!
Preparate le mascelle, perché si riderà, SI RIDERÀ A CREPAPELLE!

A seguire 𝐊𝐚𝐫𝐚𝐨𝐤𝐞 𝟐.𝟎 tanto pe’ cantà, che alla fine ci prende sempre abbenefit!

˗ˏˋ 𝓢𝓪𝓫𝓪𝓽𝓸 16 𝓭𝓲𝓬𝓮𝓶𝓫𝓻𝓮 ˎˊ˗
𝐡 𝟐𝟎:𝟎𝟎 p͟u͟n͟t͟u͟a͟l͟i͟ si chiudono le porte per la prima mondiale di 🆃🅾️🅿️🆂! – dopo l’enorme successo de 𝐼𝑙 𝐵𝑢𝑐𝑜 che vanta una sola replica in un solo anno, torna la compagnia teatrale più improbabile di sempre, che il disagio sia con noi!

𝐡 𝟐𝟏:𝟎𝟎 Cena a cura di @𝐓𝐞𝐫𝐫𝐨𝐫𝐢𝐬𝐦𝐨 𝐅𝐞𝐦𝐦𝐞, a seguire estrazione della favolosa terroRIFFA*, ricchi premi e cotillon!

* Tutti i giorni potrete accaparrarvi il biglietto della terroriffa più trash degli ultimi secoli!

𝐡 𝟐𝟐:𝟎𝟎 Fiestaaaaaaa con
VELENO GLITTER
EASYPEASY
DJ LE BLONDE

ㅤ ◁ㅤㅤ BONUS TRACK 13.12 ___ sorprese in città <3 ㅤ▷

𝐕𝐞𝐧𝐢𝐭𝐞 𝐚 𝐟𝐞𝐬𝐭𝐞𝐠𝐠𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐞 𝐟𝐨𝐥𝐥𝐞𝐠𝐠𝐢𝐚𝐫𝐞! 𝐂𝐢 𝐬𝐚𝐫𝐚̀ 𝐝𝐚 𝐫𝐢𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐞 𝐫𝐢𝐟𝐥𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐞, 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐠𝐞𝐫𝐞 𝐞 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐫𝐭𝐢𝐫𝐬𝐢…

Come al solito.. 𝓝𝓸 𝓶𝓪𝓬𝓱𝓲, 𝓷𝓸 𝓯𝓪𝓼𝓬𝓲, 𝓷𝓸 𝓼𝓽𝓻𝓸𝓷𝔃𝓲

Cagne Sciolte, via Ostiense 137, metro B Garbatella

 

 

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Venerdì 8 dicembre 2023 ore 17 – Passeggiata di SoReMa Transfemminista, cena e karaoke

˙𝓟𝓻𝓲𝓶𝓸 𝓪𝓹𝓹𝓾𝓷𝓽𝓪𝓶𝓮𝓷𝓽𝓸 𝓭𝓮𝓵 𝓒𝓸𝓶𝓹𝓵𝓮𝓬𝓪𝓰𝓷𝓪! 。°

Dopo la potentissima giornata del 25N, con cortei e mobilitazioni in molte città, non ci fermiamo ma anzi rilanciamo, perché non ci fermeremo finché non avremo ribaltato tutto!!!

E siccome bisogna battere il macho finché è vivo, continuiamo a diffondere per la città tutta la nostra rabbia femminista e desiderio di libertà dal cis etero patriarcato e stavolta lo facciamo tra Garbatella e Ostiense. 

𝟖 𝐝𝐢𝐜𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟑: 

𝐡 𝟏𝟕:𝟎𝟎 appuntamento al 𝐂𝐨𝐧𝐬𝐮𝐥𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 di Largo delle Sette Chiese 25, sotto attacco e a rischio smantellamento

𝐡 𝟏𝟖:𝟎𝟎 si parte per la 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐞𝐠𝐠𝐢𝐚𝐭𝐚 𝐭𝐫𝐚𝐧𝐬𝐟𝐞𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐬𝐞𝐩𝐚𝐫𝐚𝐭𝐚 della Madonna (a breve info percorso) 

𝐡 𝟐𝟎:𝟑𝟎  ci vediamo alle Cagne Sciolte per mangiare e cantare insieme: 𝐜𝐞𝐧𝐚 a cura di @sorema benefit per spese legali, a seguire 𝐦𝐢𝐧𝐢 𝐩𝐞𝐫𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐧𝐜𝐞 𝐫𝐞𝐥𝐢𝐠𝐢𝐨𝐬𝐚 e 𝐤𝐚𝐫𝐚𝐨𝐤𝐞 della Madonna!!! 

❤️‍🔥 LE STRADE LIBERE LE COSTRUIAMO INSIEME

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COMPLECAGNA 2023 – 10 anni e ancora ce rode er culo

PER QUESTI 10 ANNI STIAMO PROPRIO ESAGERANDO! 

Chissà quando uscirà il programma, ma nel frattempo … 

𝐯𝐞𝐧𝐞𝐫𝐝𝐢̀ 𝟖, 𝐝𝐨𝐦𝐞𝐧𝐢𝐜𝐚 𝟏𝟎, 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐞𝐝𝐢̀ 𝟏𝟒, 𝐯𝐞𝐧𝐞𝐫𝐝𝐢̀ 𝟏𝟓 e 𝐬𝐚𝐛𝐚𝐭𝐨 𝟏𝟔 dicembre si festeggia insieme!!!! vi aspettiamo per tutte cose fichissime!!!

📍 CagneSciolte, Via Ostiense 137b, Roma (metro B Garbatella)

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Contro la violenza maschile sulle donne – sabato 25 novembre 2023 – Cortei di Messina e Roma e appuntamenti vari

Per chi viene al corteo di Messina ci si vede al concentramento, ecco il percorso!

Per chi viene al corteo di Roma ecco 2 appuntamenti a Roma sud per andare insieme:

📍@cagnesciolte con @sorema_transfemminista ore 10:00 punta creativa e dalle 14:30 uscita metro circo massimo dietro lo striscione
📍 @l38squat ore 11:30 assemblea e pranzo sociale e 14:15 fermata metro eur palasport

Ed ecco il percorso!!!

Daje

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Sabato 21 ottobre serata di autofinanziamento @ CSOAT Auro e Marco e venerdì 27 ottobre Street Parade @ Laurentino 38

 

APRIAMO LA STREET PARADE
“IL GRIDO DELLE PERIFERIE PRENDE FORZA IN STRADA”
CON UN CARRO CONTRO LA VIOLENZA MASCHILE SULLE DONNE

Saremo in testa alla street parade e non vogliamo che siano altri a parlare al posto nostro.
Ogni giorno i quartieri popolari vengono dipinti come “terra di nessuno”, facile teatro di violenze contro le donne e la gente che li abita come complice silenziosa.

L’Italia femminicida utilizza i mezzi d’informazione per cristallizzare la violenza. Ogni giorno veniamo bombardatx dalle notizie mediatiche con i particolari scavati nella vita delle donne uccise da mariti, fidanzati, amici cugini e zii senza che venga mai rivolta un’accusa alle fondamenta di una società basata sulla sopraffazione.

La politica difende il potere patriarcale e strumentalizza gli episodi di violenza maschile sulle donne per campagne securitarie che hanno lo scopo di terrorizzarci, disciplinarci e spingerci a restare chiuse in casa. La risposta politica ai più eclatanti episodi di violenza sono blitz di polizia nei quartieri popolari, i militari nelle stazioni e un innalzamento delle pene e tutto ciò niente ha a che fare con il contrasto alla violenza sulle donne. Le tante politiche di populismo penale fatte sulla nostra pelle non hanno mai prodotto alcun risultato: i dati pubblicamente noti che riguardano la violenza maschile sulle donne sono invariati. Mai viene nominata l’importanza delle reti di solidarietà e sorellanza, mai ci si riferisce al lavoro dei centri antiviolenza, mai si parla della necessità di educare contro gli stereotipi di genere che collocano le donne sotto il controllo degli uomini.

Viviamo nelle occupazioni di case, sbarriamo i portoni per portare solidarietà a chi è sotto sfratto, ma sappiamo bene che spesso le mura domestiche sono tutt’altro che luoghi sicuri per noi perchè è proprio in famiglia che avviene il maggior numero di violenze.

Chi parla al posto nostro non sa che alcune volte è stato proprio il senso di appartenenza e la conoscenza reciproca in quartiere a permettere a molte di noi di cavarsela, impedendo che la violenza restasse un fatto privato.

Se il primo passo è riconoscere la violenza che su di noi viene agita, il secondo è avere la possibilità di fuggirne. Sappiamo quanto è complicato riuscirci quando non hai una indipendenza economica o una rete di relazioni su cui poter contare.

Questo è per noi un motivo in più per scendere in strada e darci forza insieme, perché nessuna venga lasciata sola coi propri guai. Lo facciamo con la musica che piace a noi, con lo spirito alto di chi non je la darà mai vinta.

Venerdì 27 ottobre – ore 18.30
Partenza dal primo ponte del quartiere Laurentino 38
(via Ignazio Silone altezza via Gian Pietro Lucini)

Nel frattempo ci vediamo sabato 21 ottobre al CSOAT Auro e Marco a Spinaceto per supportare l’organizzazione della Street Parade!

 

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Sabato 14/10/2023 @ Cagne Sciolte – Prova aperta di “Far finta di esserne fuori”

Sabato 14 ottobre 2023 alle ore 18.00 si terrà la prova aperta dello spettacolo

“Far finta di esserne fuori” di e con *filo* sottile, punkastorie, anarkekka, indecorosa filomena *filo* sottile | punkastorie, anarkekka, indecorosa (noblogs.org)

Dopo lo spettacolo potremo parlarne un po’ e, ancora dopo, ci sarà il dj set di veleno glitter!

Ci vediamo sabato alle Cagne sciolte, via Ostiense 137 b, metro B Garbatella

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SOREMA non sei sola!! 30/09 e 1/10/2023 proiezione e passeggiata separata transfemminista a Ostia

PASSEGGIATA TRANSFEMMINISTA SEPARATA AD OSTIA

Il primo ottobre alle ore 14:00 dal Parco Pietro Rosa come SoReMa – Sovversiva Rete Manifesta Transfemminista – scegliamo di percorrere le nostre periferie insieme, le periferie che vediamo e viviamo tutti i giorni, spesso abbandonate tanto dalle istituzioni quanto dalla lotta politica. 

Vogliamo attraversare le nostre strade con i nostri corpi, con le nostre storie, con i nostri vissuti, creando, condividendo e intessendo nuove relazioni tra di noi.
Scegliamo di riappropriarci del nostro spazio, scegliamo di farlo insieme alle nostr3 sorell3, donne, lesbiche, persone trans, non binarie, froce, disabili e neurodivergenti.

Crediamo nella sorellanza, nella cura reciproca, nell’amore così come nella rabbia e nell’uso politico della violenza come punti fondamentali della lotta che portiamo avanti e che vogliamo diffondere in quei luoghi marginali che sono la nostra quotidianità.
Attraverso questa passeggiata indecorosa, la nostra rabbia si diffonderà in ogni via, in ogni piazza, perché siamo stanche di girare le nostre strade con paura.

Scegliamo di praticare l’autodifesa e la sorellanza, rifiutando la logica securitaria e repressiva basata sull’aumento di polizia, carceri e tribunali, istituzioni che da sempre reprimono la nostra libertà e che ostacolano la nostra autodeterminazione non possono sostenerci nella nostra liberazione.

Pratichiamo il separatismo come strumento di lotta e autodeterminazione per ripartire da noi nel percorso di riappropriazione dei nostri corpi, spazi e territori.

SOREMA NON SEI SOLƏ
IL PRIMO OTTOBRE SCENDI IN PIAZZA!

La sera del 30 settembre alle 21:00 proietteremo al Parco Pietro Rosa il documentario Les nouvelles guérrillères, realizzato da Élisa Vandekerckhove, sulle pratiche di diversi collettivi transfemministi.

Attraverso il racconto delle esperienze di attivist3 e militanti che organizzano azioni di protesta negli spazi pubblici, questo documentario racconta storie collettive di autodeterminazione in contesti in cui spesso non ci si sente legittimat3. Le nuove guerrigliere sperimentano l’uso di nuovi immaginari che si sottraggono a un sistema patriarcale e razzista, creando spazi  liberazione.

Ci vediamo a Ostia nel finesettimana!!!!!

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Appello ai quartieri popolari e ai collettivi che lottano dal Laurentino 38!

Condividiamo l’appello del Laurentino 38:

Appello ai quartieri popolari e ai collettivi che lottano! – L38Squat (noblogs.org)

e rilanciamo l’appuntamento di venerdì 29 settembre ore 19.30 per l’assemblea aperta a tuttx con invito al passaparola

A L38SQUAT via Domenico Giuliotti 8x – Sesto ponte del Laurentino 38
(L’incontro si terrà all’aperto e non ci sarà alcun problema in caso di pioggia)

Daje fortev<3

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Altro materiale in vista dell’iniziativa di venerdì 16 giugno 2023! Le donne in Egitto

Le donne in Egitto:

Siamo noi a pagare il prezzo più alto e a raccogliere violazioni

Le donne in Egitto e la morale feroce

Diremo che la protagonista di questa storia si chiama Fatma. Non voglio usare il suo nome reale per paura che subisca delle ripercussioni.

Ogni mese ha 4 o 5 colloqui in carcere: uno con suo padre, detenuto nel carcere di Burg al-Arab che dista almeno 200 km dalla capitale il Cairo; 2 colloqui con i suoi due fratelli. Uno detenuto nella prigione di Wadi al-Natrun che dista 100 km a Nord della capitale; l’altro fratello si trova nel carcere di Badr, 70 km a est dalla capitale.

Una ragazza egiziana appena trentenne vive così. Il suo compito è prendersi cura di 3 persone detenute della stessa famiglia.

Dopo la morte della madre è rimasta sola ad affrontare un compito logorante. Provvede al mantenimento dei suoi cari in carcere, dal momento che quello che danno dentro non è sufficiente e i detenuti possono avere fame se fanno affidamento al solo al vitto delle prigioni egiziane.
Nonostante tutto le persone detenute si sostengono a turno.

Fatma fa i 5 colloqui mensili senza che ci sia una rete di trasporto pubblico che le permetta di arrivare. Sono gli stessi mezzi di trasporto popolari che usano migliaia di persone, mentre il regime spende miliardi di dollari per un progetto di treni elettrici che arrivano nella nuova desolata capitale. Un esempio di dispotismo avaro.

Come fa Fatma per vivere tranquilla in Egitto, sotto la morsa di una dittatura che compie i suoi crimini nel mezzo di un’atmosfera carnevalesca e celebrazioni sontuose che vogliono esaltare lo sviluppo del paese e la felicità di chi la governa con ciò che ha realizzato durante i suoi due mandati al potere.

Vogliono convincere Fatma, e come lei tante altre persone, che questa è la giustizia e la speranza più grande a cui può aspirare è riunire la sua famiglia in un unico carcere.
Possiamo immaginare che Fatma ci abbia provato veramente e che abbia effettivamente richiesto alle autorità che i frammenti della sua famiglia venissero riuniti in un unico carcere evitandole il viaggio settimanale in tre province diverse. Ovviamente la richiesta è stata negata.
Così Fatma è invecchiata nei suoi venti anni a causa del terrore a cui è sottoposta, mentre sarebbe bastato unire i suoi cari in un unico carcere.

Negli ultimi anni le statistiche ufficiali in Egitto segnalano l’aumento delle donne a capo delle famiglie. Tra le cause ci sono i divorzi e le morti dei mariti. Tuttavia, non vengono prese in considerazione le porte delle carceri che si aprono per chiunque, per motivi penali e politici, nonché la mancanza di giustizia nell’applicare le leggi.
I numeri non prendono in considerazione le migliaia di uomini che sono finiti in carcere dopo la costruzione di più di 35 nuove prigioni dal 2013. Sono figlie e donne come Fatma che si prendono cura di loro.

Da dieci anni Fatma vive in questa condizione in cui la lentezza della dittatura porta le persone a normalizzare il male, visto che il regime minaccia sempre il peggio.
Purtroppo la storia di Fatma non è l’unica in Egitto, è invece l’incubo che vivono centinaia di donne dall’arrivo del nuovo regno di al-Sisi. Le donne pagano sicuramente un prezzo più alto sotto la morsa del despotismo e se la Sharia (la legge islamica) prevede che a un uomo vada l’eredità e i beni materiali equivalenti a due donne, la realtà ora dice che una donna sopporta tutto il peso del sostegno, del supporto e della fatica di due o più uomini.
Lavora, si prende cura della casa, dei figli e degli uomini in carcere. Questo è un compito arduo visto il tracollo economico che colpisce sia le classi povere che quelle medie.

Ci sono delle donne che vanno ai colloqui senza pacchi alimentari.

La madre di un prigioniero in un procedimento penale, dentro una delle sale di attesa del carcere un giorno ha detto: “Voglio vedere mio figlio, ma non ho soldi per comprargli niente”.
Le persone vicino a lei, anche loro in condizioni tristemente precarie, hanno fatto una colletta di qualche spiccio. Solo così la donna è riuscita a comprare l’essenziale: qualche formaggio, il pane e un dolce tipico con la tahina. Tutto questo ha solo un nome: dispotismo umiliante.

Noi paghiamo un prezzo più alto.

Una donna lo ha detto quando ha pubblicato un video in cui parlava dell’aumento del prezzo dell’olio, triplicato in soli sei mesi.
Raccontava della rabbia delle donne casalinghe in Egitto, diventate prede, poiché essendo l’ultima ruota del carro continuano a sopportare le terrificanti conseguenze della crisi economica.
Una di loro ha chiesto al presidente di fornire almeno una bottiglia d’olio in più, dicendo: “Gli uomini escono, mentre sono io a rimanere a casa con i miei figli e figlie affamate, devono mangiare. Noi paghiamo un prezzo più alto”.

Possiamo capire il rapporto dell’attuale regime con le donne egiziane fin dall’inizio. Nel marzo del 2011, il capo dell’intelligence militare egiziana ha ammesso che durante la rivoluzione le sue forze hanno fatto il test di verginità alle manifestanti, al fine di garantire la castità delle donne che uscivano per difendere i loro diritti! Ero tra quelle donne arrestate in quel giorno in piazza Tahrir. Tuttavia, il mio tesserino da giornalista e forse la mia voce alta e forte, mi hanno salvata da quello che è successo alle altre donne. È stata una violazione esplicita con la scusa di proteggere la morale. Da quel momento si è radicato un metodo: la morale feroce.

Abbiamo ragazze povere sotto i vent’anni, vittime della morale feroce, che passano anni in prigione solo per aver registrato alcuni video che imitano quelli di artisti e star della società egiziana. Passano anni dopo essere state accusate di diffondere dissolutezza, di distruggere i valori della famiglia egiziana e della tratta di esseri umani. La stampa ha riportato l’ingiusta sentenza pubblica sulle ragazze quando il giudice nel suo discorso farcito di versetti coranici, ha annunciato la sentenza a dieci anni di carcere per Mawaddah Al-Adham una ragazza di Tik Tok per aver violato la morale pubblica. Sentenza poi ridotta a sei anni. Dopo due anni dalla sua carcerazione, la Procura di Cassazione, un organo giudiziario egiziano di alto livello, ha dichiarato nel suo rapporto che le accuse sono prive di prove in merito a questi crimini, raccomandando alla Corte di Cassazione di accettare il ricorso presentato alla detenzione della ragazza. Il tribunale ha, tuttavia, respinto il ricorso e ha confermato la pena detentiva. Così Mawada rimarrà in prigione per altri 4 anni senza alcuna possibilità di uscire se non con la grazia del Presidente della Repubblica!

I tribunali egiziani sono forse diventati luoghi per processare le donne che parlano e provano a denunciare pubblicamente le violazioni che subiscono?

È proprio quello che è successo per due volte consecutivamente.
Sono stata condannata a pagare una cauzione per aver supportato le sopravvissute a violenze sessuali e stupri che hanno reso pubbliche le loro testimonianze. Lo stesso è avvenuto con la regista Salma el-Tarzi che è stata condannata a pagare una cauzione sette volte più alta della mia semplicemente perché ha confermato la veridicità delle testimonianze.
Potevamo finire in carcere o pagare una sanzione perché abbiamo osato parlare di Islam al-Azzazi contro cui sono state pubblicate sei testimonianze di violenze sessuali e stupri ma le leggi egiziane non hanno considerato il crimine di stupro perché mancavano prove sufficienti.
Ci hanno invece condannate con l’accusa di diffamazione, sicuramente molto più pericolosa di uno stupro.

Questa è una velocissima panoramica della vita delle donne nel paese in cui vivo.

Un paese che usa le donne come fossero un oggetto decorativo per promuovere un’immagine di una finta emancipazione.

Questo testo che ho scritto continua a farmi stringere il cuore, nonostante rappresenti solo alcune briciole della agghiacciante realtà che le donne vivono in Egitto.

Rasha Azab

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