[26/10] I confini fanno la differenza? Lavoro sessuale, Industria del sesso, Controllo delle frontiere

26 ottobre dalle ore 18 @ Cagne Sciolte, via Ostiense 137

I confini fanno la differenza? Lavoro sessuale, industria del sesso, controllo delle frontiere

ore 18:00 aperitivo a sostegno della lotta contro i CIE

ore 19:00 proiezione di “NORMAL, storie vere dell’industria del sesso” con il regista Nicola Mai

a fine proiezione discussione, confronto, dibattito sul lavoro sessuale, dentro e fuori i confini degli Stati.

a seguire dj set a cura delle Brigate Romantiche

Vi aspettiamo!!
26OTTOBREdef

 

* Normal *

Normale è un documentario sperimentale di 48 minuti che porta sullo schermo le vere storie di vita di uomini, donne e transessuali migranti che lavorano nell’industria del sesso. Basandosi su interviste originali con le persone che lavorano nell’industria del sesso in Albania, Italia e nel Regno Unito, il documentarista e antropologo Nicola Mai rivela le loro voci inascoltate.
Le loro voci contrastano la percezione e la rappresentazione prevalenti che la maggioranza dei migranti che lavorano nell’industria del sesso sono sfruttati e costretti a vendere sesso contro la loro volontà. Normale presenta storie di vita inattese, inquietanti, commoventi e contraddittorie che rimandano alla complessità ed alla pluralità dei percorsi migratori e lavorativi che portano all’industria globalizzata del sesso. Lo spettatore è continuamente sfidato dalla verità delle parole dei 6 testimoni protagonisti, che sono impersonati da attori per garantire l’anonimato e la sicurezza degli intervistati originali e per sottolineare la natura intrinsecamente performativa di ogni soggettività.

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Sabato 27 settembre h14 Piazza della Repubblica – Al fianco di chi lotta in Palestina

Per quasi due mesi, durante la fase più distruttiva dell’attacco alla popolazione palestinese di Gaza, abbiamo partecipato a presidi, cortei e azioni di boicottaggio, per non rimanere impietrite dalla ferocia del massacro che Israele stava compiendo, per dimostrare la nostra vicinanza a chi resiste al colonialismo da decenni.

Ogni giorno volevamo fosse l’ultimo.

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Ad un mese dalla tregua, le incursioni nei villaggi, gli attacchi dell’esercito contro contadini e pescatori, gli arresti arbitrari e l’espansione coloniale continuano a ritmo incessante, mentre la comunità internazionale partecipa ad una nuova guerra contro il nemico islamico. I reportage e le immagini di quest’estate, sembrano aver anestetizzato e assuefatto l’opinione pubblica, piuttosto che farla indignare e reagire.
Lo strumento, che lo Stato italiano ha utilizzato per confermare e giustificare il proprio ruolo di aguzzino al fianco di Israele durante l’attacco a Gaza, così come in passato per l’Afghanistan e l’Iraq, è una campagna islamofoba, che dipinge popolazioni intere come nemiche, barbare e assassine. Anche ampie fette delle comunità lgbt e femministe occidentali hanno interiorizzato questa retorica,  vittimizzando donne, lesbiche, gay e trans musulmani e assumendo come prospettiva il sistema di diritti delle democrazie occidentali, basato sul privilegio.
Nel frattempo, facciamo i conti con gli effetti dell’ennesima aggressione contro la popolazione palestinese: i profughi gazawi, che scelgono di fuggire dall’assedio, insieme a siriani, afgani, iracheni o provenienti da tanti altri paesi in cui la nostra democrazia esporta morte e sfruttamento, vengono inghiottiti nel cimitero del Mediterraneo.

enjoy2Qui, nell’Europa dei recinti e dell’esclusione, la guerra è iscritta in uno scenario complesso.

I bombardamenti sono lontani ma il fronte interno implode: l’incertezza di tante vite nella miseria dilagante, inasprita dalla crisi, ha bisogno d’identificare la minaccia.

Le persone migranti tornano ad essere il nemico pubblico, qualcuna deve essere la vittima, qualcuno l’eroe.
Domani saremo al corteo in solidarietà per la Palestina, nello spezzone che i/le giovani palestinesi hanno costruito con chi anima le lotte sociali in città.
Rifiutiamo che il terrorismo, l’oppressione e il razzismo passino sui nostri corpi, sui nostri desideri, sia che avvenga con il pinkwashing, che nasconde la brutalità di Israele dietro la facciata di paradiso gay democratico, sia con le ronde e la guerra contro le persone immigrate.

La lotta contro il colonialismo in Palestina è anche la lotta di donne, femministe, lesbiche, trans, gay, queer, intesex per liberarsi da ogni oppressione.
Sabato 27 settembre ore 14, piazza della Repubblica partecipiamo insieme al corteo a fianco della popolazione palestinese.
Saremo dietro lo striscione:
IL PINKWASHING NON CANCELLA IL COLONIALISMO. SOLIDARIETA’ AI QUEER PALESTINESI.

vedi anche:

Solidarietà con chi resiste in Palestina: Queer contro il colonialismo!
[11 luglio] Presidio a Roma. Solidarietà a chi lotta in Palestina

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RI-PARTY | Domenica 5 ottobre

Domenica 5 ottobre partecipa all’autogestione dei laboratori dalle Cagne Sciolte
Porta proposte e idee!!!
Durante l’iniziativa troverai informazioni sui laboratori che stanno per partire:

***Corsi di lingue
***Laboratorio di canto
***Pole dance
***Workshop di clowneria
***Trattoria popolare Vegan
***Camera Oscura

Inoltre dalle 10 alle 17 ci sarà il mercatino con autoproduzioni e usato!

alle 13,00 pranzo a cura della Trattoria Popolare la Puttanesca

alle 18,00 TeatroNo presenta: I monologhi della vagina, Regia di Silvia Pantaleo e Ylenia Giovanna Cammisa

VI ASPETTIAMO!!!!

riparty cagne

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La puzza del “maschio selvatico”

Il 15 settembre i “maschi selvatici” di Lotta Studentesca hanno sentito il bisogno di tornare al liceo romano Giulio Cesare in Corso Trieste con l’ennesimo tentativo di propaganda omofoba e sessista.

“Maschi selvatici, non checche isteriche” era stata ad Aprile la risposta di Lotta Studentesca all’assegnazione agli studenti del liceo del libro “Sei come sei”, in cui vengono narrate le vicende di una famiglia omogenitoriale. Ora gli stessi fascisti tornano davanti al liceo per regalare alla preside una copia del libro “Il maschio selvatico” dello psicoterapeuta Claudio Risè, testo-guida – a loro avviso – della buona condotta e della morale cattolica. Uno striscione, con su scritto “Secondo Natura” e una foto di una famiglia composta da “maschio selvatico”-donna-figlio, non lascia dubbi sul tentativo di imporre la superiorità della famiglia eteronormata, che continua a relegare la donna al ruolo di madre e moglie, a scapito di tutte le sessualità, le forme di relazione e gli orientamenti non conformi a questa norma.

La falsa retorica della “naturale” famiglia eterosessuale non tiene in considerazione che il 70% dei casi di violenza sulle donne è ad opera del partner. Siamo stanche/i di sentire che le mura domestiche sono il luogo più sicuro, quando sono proprio quei “maschi selvatici” ad agire la violenza. Le conseguenze di questi slogan e di queste mentalità sono purtroppo già note, in quanto causa di sopraffazione, repressione della libertà di espressione e marginalizzazione.

Solidali con tutte le checche isteriche e i/le contronatura che ogni giorno lottano per la propria autodeterminazione e che rifiutano quei modelli che impongono ruoli di genere che non ci appartengono.

bear

 

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Venerdì 18 luglio h.20,00 – YALLA! Racconti e aggiornamenti sulle lotte in Egitto

YALLA! Racconti e aggiornamenti sulle lotte in Egitto

Ne parleremo con delle compagne dall’Egitto e Rasha, che è tornata a trovarci!

INIZIATIVA SPOSTATA A Venerdì 18 luglio h.20,00 

via Ostiense 137

yalla

 

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[11 luglio] Presidio a Roma. Solidarietà a chi lotta in Palestina

Il Pinkwashing non cancella l’oppressione
Solidarietà a chi lotta in Palestina

2Le bombe democratiche d’Israele hanno ripreso a piovere sulle teste della popolazione palestinese di Gaza, insieme a droni, attacchi via mare, ed a una crescente pressione dell’esercito sionista sui confini.

Contemporaneamente in Cisgiordania i gruppi di coloni armati e le forze militari d’occupazione mettono a segno spedizioni punitive, arresti, sevizie, omicidi ai danni della popolazione palestinese incrementando l’espansione coloniale, saccheggiando terre e distruggendo case.

Intanto nelle città, nei villaggi e nei campi profughi palestinesi continua e cresce la resistenza contro l’occupazione militare e l’espansione coloniale iniziata 66 anni fa.

Tutto questo avviene nella totale disinformazione, quando non addirittura silenzio complice, e manipolazione degli avvenimenti da parte dei mezzi d’informazione mainstream.
La massiccia propaganda israeliana tira fuori le sue armi affinate fino a spingersi all’utilizzo del pinkwashing per rafforzare l’islamofobia, tentando d’identificare come nemica della democrazia occidentale l’intera popolazione civile palestinese.

Retoriche che ritroviamo in tutte le guerre umanitarie post 11 settembre.

La vile strategia sionista arriva fino a strumentalizzare l’uccisione del giovane palestinese Mohammed Abu Khdeir (sequestrato, seviziato e arso vivo da un gruppo di coloni), ipotizzando l’omosessualità del ragazzo e accusando gli stessi familiari di aver commesso un delitto d’onore, nel tentativo di attribuire la brutalità di questa esecuzione alla cultura palestinese, dipingendola come incarnazione della barbarie contrapposta alla civiltà e al progressismo dello Stato sionista. Civiltà e progressismo applicati però solo al popolo israeliano, dai quali sono esclusi i non ebrei e gli strati più poveri e marginalizzati della società.

Questo tipo di operazione è uno degli esempi di Pinkwashing: strategia di propaganda portata avanti dallo stato israeliano al fine di occultare la violazione dei diritti civili e i massacri contro la popolazione palestinese, attraverso la costruzione artificiosa di un immaginario positivo di Israele come moderna, democratica, progressista, caratterizzata dall’apertura e tolleranza nei confronti dei gay. Un immaginario, una ‘copertura rosa’ che cerca di far dimenticare che lo stato di israele da 66 anni occupa e colonizza le terre palestinesi concretizzando il suo progetto di pulizia etnica.

Venerdì 11 luglio saremo a largo Ricci dalle ore 18 (incrocio via Cavour – via dei Fori Imperiali) insieme ai gruppi solidali con la resistenza in Palestina, perché riconosciamo nell’oppressione perpetrata da Israele, con la complicità dell’industria bellica e della politica di potere italiana ed europea, l’oppressione che vogliamo spazzare via dalle nostre vite, dalle nostre relazioni, dalle nostre strade.

Come donne, femministe, frocie non accettiamo alcuna strumentalizzazione sui nostri corpi, desideri e rivendicazioni di autodeterminazione e siamo al fianco di chi in Palestina lotta per liberarsi dalla sopraffazione.

Rifiutiamo l’Apartheid

Boicottiamo Israele

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[radio spot] 22-26-27-28 giugno. T.A.C. Per una nuova Rivolta Frocia

In memoria dei giorni di rivolta di Stonewall abbiamo immaginato un percorso di discussione e confronto di analisi e pratiche. partiremo dalla narrazione frocia e le sue contraddizioni, l’incontro col mercato fino ad arrivare ad oggi, dove parte della comunità lgbt diviene strumento di costruzione per un identità nazionale con confini ben definiti. ma alcune pallette non hanno smesso di luccicare. apriamo le porte ( e le finestre per il caldo) ad uno spazio collettivo di conoscenza e riconoscimento tra complici, per accerchiare e abbattere i nemici comuni, per lottare insieme, ancora una volta: saremo così come siamo con i tacchi, gli anfibi o le ciavatte.

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[22 Giugno] Il sogno e l’utopia

Per la tre giorni all’insegna di tacchi, anfibi e ciavatte per la nuova rivolta frocia, le cagne sciolte presentano:

porporaWEB

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T.A.C. Verso una nuova rivolta frocia

In memoria dei giorni di rivolta di Stonewall abbiamo immaginato un percorso di discussione e confronto di analisi e pratiche. partiremo dalla narrazione frocia e le sue contraddizioni, l’incontro col mercato fino ad arrivare ad oggi, dove parte della comunità lgbt diviene strumento di costruzione per un identità nazionale con confini ben definiti. ma alcune pallette non hanno smesso di luccicare. apriamo le porte ( e le finestre per il caldo) ad uno spazio collettivo di conoscenza e riconoscimento tra complici, per accerchiare e abbattere i nemici comuni, per lottare insieme, ancora una volta: saremo così come siamo con i tacchi, gli anfibi o le ciavatte.tacmanifesto

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LIBERE TUTTE LIBERI TUTTI!

19 giugno: SERATA BENEFIT PER I COMPAGNI E LE COMPAGNE ARRESTAT* A TORINO IL 3 GIUGNO:

dalle ore 20 APERITIVO E DJSET ELECTRO\POP\TRASH\’80’S\90’S

DA ROMA A TORINO COMPLICI E SOLIDALI CON TUTT* GLI\LE ARRESTAT* E GLI\E INDAGAT*

BASTA SFRATTI
BASTA SGOMBERI

Sono invitat* a partecipare tutti i singoli e le realtà solidali!

torino19 copia

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