No fue el fuego, fue el feminicidio estatal!!! Giornata di mobilitazione internazionale davanti alle sedi dell’ambasciata del Guatemala

L’istituto di accoglienza per minori maltrattati, tossicodipendenti o detenuti per reati minori Virgen de la Asuncion di San Josè Pinula sembra essere una struttura tristemente nota in Guatemala.
Nella struttura, abitualmente sovraffollata, erano detenuti 750 minori tra i 14 e i 17 anni a fronte dei 500 posti disponibili. L’otto marzo circa 50 adolescenti sono evase dalla struttura per sottrarsi agli abusi sessuali subiti e alle condizioni di detenzione inaccettabili del centro.
Purtroppo sono state trovate dalle forze dell’ordine, riportate nel centro “d’accoglienza” e punitivamente internate in una sezione della struttura.
Quel che sappiamo è che, una volta lì, per protestare contro quanto stava accadendo, hanno bruciato dei materassi dando vita all’incendio che ha investito tutta l’ala femminile della struttura.
I soccorsi hanno tardato per ben 40 minuti e nell’attesa il personale a sorveglianza non ha aperto le celle , così 29 delle 50 giovani donne in “punizione” sono morte sul colpo, altre 11 poco dopo in ospedale. Centinaia di persone sono ancora in ospedale, quelle che scontavano condanne sono state trasferite in altre strutture detentive, alcune sono state restituite alle famiglie e qualcuno è ancora lì.
Di chi è la resposabilità? dei pompieri? del direttore dell’istituto? del ministro del welfare che poi si è dimesso? delle guardie carcerarie? Perchè la struttura era sovraffollata? Chi ha abusato delle e degli adolescenti rinchius* nel centro?
Rifiutiamo la narrazione dei media piena di retorica e luoghi comuni che diviene strumento del potere per insabbiare i reali motivi della protesta. Nessun giornale,ha ancora nominato questa storia con il suo vero nome : Femminicidio.
Erano anni che in quella struttura le giovani persone recluse denunciavano stupri e maltrattamenti, perchè le istituzioni non sono intervenute? Per noi, la completa resposabilità di quanto accaduto è da attribuirsi alle istituzioni e dunque da considerarsi un Femminicio di Stato .
Primo fra tutti riteniamo responsabile l’attuale presidente del guatemale, Jimmy Morales, che a febbraio mandò l’esercito contro le Women on Waves, organizzazione olandese che pratica l’aborto gratuito su delle navi, approdando nei paesi in cui questa pratica è proibita e trasportando le donne per farle abortire in acque internazionali.
Quelle giovani donne sono state lasciate morire lì affinchè si perpetuasse il potere patriarcale.
Quelle 40 giovani donne sono state uccise per essersi ribellate allo stupro e alle inaccettabili condizioni di detenzione. Sono morte perchè dovevano essere punite per aver provato ad autodeterminarsi, attraverso la fuga.
Tuttavia, lungi da noi esotizzare quanto accaduto. La strage di Stato di San Josè Pinula è un’espressione estremamente violenta di ciò che accade quotidianamente, in ogni parte del mondo, sia per quanto concerne la questione carceraria: abusi sessuali, sovraffollamento e condizioni di vita inaccettabili infatti sono la normalità nella maggior parte delle carceri di tutto il mondo, sia per quanto riguarda l’invisibilizzazione della violenza di e del genere. Per questo, quello stesso otto marzo 2017 le donne di tutto il mondo sono scese in strada e si sono riappropriate di una giornata di lotta per denunciare e combattere la violenza maschile contro le donne in tutte le sue forme. Il patriarcato non ha confini, per questo aderiamo alla chiamata internazionale di mobilitazione, il 21 marzo alle ore 18 presso le sedi delle Ambasciate del Guatemala.
Sempre accanto a chi lotta
Evadiamo ogni giorno dalla violenza del patriarcato!
Libere tutte!

APPUNTAMENTO
Roma
ore 18.00
Via Giambattista Vico, 20

#nonunadimeno
#PlantónMundialPorLaNinasDeGuatemala

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