Né Giubileo né misericordia – 15 novembre assemblea per organizzare una Fuck Parade

Siamo ormai alla vigilia dell’ennesimo Giubileo, “grande evento” per ingrassare le tasche degli squali del neoliberismo, riaffermazione di potere della chiesa cattolica, occasione di propaganda eterosessista, pretesto per politiche securitarie. Già papa, prefetti e governo hanno emesso divieti, stabilito regole, imposto il silenzio, attaccato esperienze di lotta e autodeterminazione scomode nella città “santa”.

Rompiamo le righe!

con una fuck parade che attraverserà le strade di una Roma blindata e resa vetrina per il Giubileo.
Vogliamo scardinare i discorsi giudicanti e bigotti della Chiesa e dei suoi seguaci che accorreranno per l’evento, rimettendo al centro i nostri corpi, i nostri desideri, le nostre sessualità e tutte le favolosità che riusciamo a immaginare e creare.

A Roma, città eterna-mente “allietata” dalla presenza del Vaticano, assistiamo ogni giorno alla propaganda trans/omo/lesbofoba e sessista che celebra nostalgicamente la centralità e la naturalità della famiglia tradizionale e sostiene l’eterosessualità obbligata mentre demonizza l’autodeterminazione di corpi e desideri, la libera espressione di qualsiasi forma di sessualità non finalizzata alla riproduzione.
Assistiamo in queste settimane, nel vuoto di potere amministrativo costruito intorno al giubileo, ad un frenetico lavorio: da un lato il Comune si rifà il trucco e si incipria il naso, con un’operazione di maquillage, ci vuol convincere che sta mettendo in sicurezza le strade, chiudendo i mille cantieri aperti da anni, potenziando i mezzi pubblici in realtà ormai al collasso, costruendo una città pronta ad accogliere i pellegrini che accorreranno a varcare la porta santa; dall’altro associazioni dei paladini della famiglia, col pretesto di difendere l’innocenza dei bambini e delle bambine, “decorano” i muri della nostra città con manifesti omofobi e sessisti, che terrorizzano con lo spauracchio del gender, per ricondurre tutte e tutti ad un modello unico.
Rompiamo le righe!
Ad un clima cupo fondato sul silenzio, la vergogna e il giudizio che creano le condizioni ideali per rapporti basati sulla sopraffazione e sulla violenza, opponiamo la libertà di vivere e sperimentare i nostri corpi, i nostri desideri, le nostra sessualità e le relazioni che scegliamo, tirando fuori questi temi dalla camera da letto e dal confessionale.

Vogliamo portare in piazza l’importanza di relazioni basate sul consenso e sulla piena espressione dei desideri di ognuno ed ognuna, libere da ogni forma di violenza e coercizione, ribadire il diritto alla contraccezione gratuita, all’informazione e prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, alla libertà di scelta sui nostri corpi, ad una scuola libera e senza preti e l’importanza della lotta contro l’obiezione di coscienza che ha di fatto reso impossibile praticare l’interruzione volontaria di gravidanza, e, più in generale, contro ogni forma di controllo clericale e ingerenza religiosa sulle nostre vite.
Rompiamo le righe!
La proposta neoliberista occidentale del progressivo allargamento dei diritti alle soggettività LGBTIQ si sta risolvendo, di fatto, in un’unica parola d’ordine: tutte/i hanno diritto a farsi una famiglia! Questa per noi rappresenta l’ulteriore imposizione di un modello di controllo socioeconomico, l’estensione di un programma prestabilito anche a chi finora ne era fuori: il bozzolo sicuro ed autoescludente del focolare domestico, che rischia di mettere il sigillo definitivo allo smantellamento delle politiche di welfare.
Rompiamo le righe!

 

In una città pattugliata dall’esercito, pronto all’invio di 1500 nuove unità per presidiare le strade. Soldati, addestrati per uccidere e torturare altrove, inviati nelle città a seguito dei decreti emergenziali che invocano sicurezza! Forti della retorica delle guerre “umanitarie” che, secondo la propaganda, esportano la democrazia e liberano le donne dal nemico islamico, raccontano che la sicurezza deve essere garantita per mano militare, nascondendo che la violenza contro le donne, non ha passaporto ed è perpretrata nelle case, da padri, fratelli, mariti ed ex, protetta dai muri della sacrosanta famiglia “naturale”. Le stesse mura che proteggono l’oppressione contro lesbiche, gay, trans contro cui è quotidiana una campagna d’istigazione all’odio e alla violenza condotta dai gruppi “no gender”.
Per il Giubileo vogliono imporre ancora più militari, telecamere, divieti e sgomberi in una città come Roma, dove i soldati trovano il terreno spianato da una campagna, mediatica e politica, martellante, sulla cosiddetta “emergenza degrado” alla quale, per l’occasione, si affianca il pericolo terrorismo. Il degrado già oggi è il pretesto per mettere a profitto interi quartieri che subiscono continue incursioni armate volte a cacciare migranti e sfruttati e sfruttate, dalle case e dalle strade. I processi di gentrificazione cacciano le persone senza reddito e trasformano la socialità in merce. Merce molto spesso prodotta per un target commerciale lgbtiq: vengono sventolate bandiere rainbow nei bar mentre davanti ai tavolini vengono arrestate le persone senza il permesso di soggiorno.
Il Giubileo ancora una volta, in nome della sicurezza, renderà questi processi più veloci e violenti, eppure risparmiarci il Giubileo, evitare orde di integralisti religiosi e militari in città, basterebbe a farci sentire un tantino più sicuri/e!
Rompiamo le righe!

 

Della nuova strategia vaticana e clericale che vuole imporre ancora due generi disegnati come canoni di comportamento, ruoli perpetuati dall’istituzione della famiglia eteronormata, cellula basilare del capitalismo e dello sfruttamento neoliberista: attraverso l’invenzione della teoria gender, propagandata da gruppi Pro-Life (Vita, ma di chi?), Sentinelle in Piedi, fascisti e razzisti di sempre , vogliono imporre un concetto di Natura che serve solo per definire “contro natura” chi non è conforme ad un modello unico atto a mantenere l’eterosistema, culla dei privilegi del maschio bianco eterosessuale, ricco e cattolico. La strumentalizzazione del concetto di natura e della biologia serve a mantenere il sistema di subordinazione di un genere all’altro, di costrizione in ruoli di genere rigidi, di costruzione di devianze e scarti da marginalizzare.

Rompiamo le righe!

 

Portiamo nelle strade e nelle piazze la gioia dei nostri corpi, desideri, sessualità, stili di vita, la lotta contro la normalizzazione e le gabbie dentro cui vogliono rinchiudere ogni percorso di autodeterminazione di tutte e tutti, donne, lesbiche, gay, trans, queer, migranti.

Né giubileo né misericordia!

Contro integralismo cattolico,

omo-lesbo-transfobia,fascismo e razzismo

ROMPIAMO LE RIGHE!!!

LA FUCK PARADE avrà luogo sabato 19 dicembre a Roma ma possiamo pensare insieme ad un altro giorno.
L’ASSEMBLEA per costruirla insieme sarà ospitata nello spazio occupato dalle Cagne Sciolte in via Ostiense 137b DOMENICA 15 NOVEMBRE alle ore 12,30, per permettere la partecipazione anche a chi viene da altre città.

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Ricomincia il laboratorio di pole dance dalle Cagne Sciolte!!!

Ciao a tutt*!!!

Finalmente il laboratorio di pole dance riapre i battenti =)
Gli orari saranno i seguenti:

– livello avanzato: mercoledì h. 16 e sabato h. 15
– livello intermedio: mercoledì h. 17 e sabato h. 16
– livello base: martedì h. 17 e giovedì h. 17

Vi aspettiamo numeros*. Il corso è aperto a chiunque abbia voglia di mettersi in gioco: non serve nessuna abilità particolare né esperienze pregresse… e tantomeno soldi!!! Il corso, infatti, sarà a sottoscrizione libera per l’acquisto dei materiali.

Il corso base inizierà martedì 3 novembre.

Ci trovate a Via Ostiense 137, Metro B Garbatella

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ADESSO BASTA! stiamo arrivando

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Di seguito il comunicato con il quale abbiamo scelto di convocarci a settembre:

ADESSO BASTA! E’ ORA DI SCEGLIERE!

Negli ultimi mesi si sono verificati molti casi di violenza sulle donne negli spazi che, come compagne e compagni, viviamo. E’ nata spontanea la voglia di vederci per dare delle risposte, ma anche per costruire un luogo di riconoscimento e di presa di posizione pubblica contro la violenza.

Speravamo che definendoci compagno o compagna avessimo ormai assunto l’antisessismo e la lotta al patriarcato come necessari, innanzitutto mettendo in discussione gli atteggiamenti maschilisti e di possesso che agiamo nelle relazioni, sia intime che collettive.

Evidentemente non è così, se bastassero l’asterisco e la chiocciola quando scriviamo avremmo fatto la rivoluzione!

Le compagne femministe hanno sempre preso posizione e fatto un lavoro comune(anziché di nuovo collettivo) sulla violenza, ma continuano a scontrarsi con le dinamiche che s’innescano intorno all’ aggressore: minimizzare, sminuire e isolare la compagna, relegare la violenza all’ambito del privato. Una vera e propria rete di protezione interna che può arrivare a far passare la reazione all’aggressione come un attacco alla realtà politica in cui è avvenuta la violenza.

Quando si dice «non vogliamo fare processi» in realtà si produce un meccanismo di giustificazione per cui si elude il confronto collettivo e si istituiscono mille processi informali alla donna, alimentati dal chiacchiericcio, che costituiscono un’ennesima violenza.

Nominare la violenza e le sue dinamiche per scardinarle non è fare un processo. Parlare di antisessismo, maschilismo, patriarcato, criticarsi nell’agire oppressivo, porsi delle domande fà sì che si possano dare delle risposte collettivamente.

Ora è necessaria un’assunzione di responsabilità e una presa di coscienza dei privilegi del proprio genere e dei ruoli assunti come maschi, soprattutto se bianchi ed eterosessuali.

E’ ormai necessario che i compagni si formino sulle questioni di genere e scelgano concretamente le pratiche per combatterli, scardinando i meccanismi di delega e i ruoli educativi normalmente attribuiti alle compagne.

Che genere di relazioni vogliamo? Ci possiamo fidare di rapporti non basati sull’antisessismo? Vogliamo continuare a condividere spazi con compagni che tengono stretti i propri privilegi? Che genere di conflitto possiamo agire nei nostri spazi? Quali strumenti ci diamo per costruire luoghi in cui siamo a nostro agio? In cui siamo libere di arrabbiarci, usare il sarcasmo o l’ironia contro il sessismo e il machismo dei compagni?

Adesso basta! E’ ora di scegliere!

Le relazioni di potere ci tolgono forza nelle lotte che portiamo avanti. Affrontarle e sovvertirle è imprescindibile! I panni sporchi non si lavano in famiglia, ma collettivamente.

Per questo abbiamo iniziato ad incontrarci come donne in un’assemblea aperta ed in continua evoluzione. Vogliamo costruire una rete di sorellanza in cui sia possibile riconoscersi, ascoltarsi, sostenersi reciprocamente e trovare insieme le pratiche di autodifesa.

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16 ottobre @CagneSciolte Queercaracha o se preferite Queercaciara!!

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Siete tutt* invitat* ad una serata di canti balli e performance…quindi prepara il tuo cavallo di battaglia e cerca di interpretarlo meglio che puoi!!!

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DAJE FORTE ATLANTIDE!

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Quando abbiamo letto la notizia dell’ennesimo avviso di sgombero affisso sulla porta di Atlantide c’è roduto proprio er culo (che comunque…è queer!). Non solo perché ogni sgombero è un atto di repressione e come tale lo rifiutiamo, ma anche perché le Atlantidee sono nostre sorelle, con cui abbiamo avuto modo di condividere momenti di confronti, scambi, percorsi, desideri e altro ancora.

Per questi motivi come cagne sciolte esprimiamo la nostra rabbiosa e favolosa solidarietà ad uno spazio storico che è reso vivo da froce, trans e tutte quelle identità perverse, indisciplinate, indecenti e strabordanti che sovvertono la norma, convinte che una minaccia di sgombero non sarà sufficiente a fermarci.

In un clima di sgomberi e repressione siamo pronte a difendere i nostri spazi e le nostre esperienze di autogestione e condivisione, e al tempo stesso a invadere tutto, riprendendoci ogni luogo che proveranno a sottrarci.

UNITE NELLA LOTTA COI TACCHI E COI LUSTRINI CI RIPRENDIAM LE STRADE DA SBIRRI E CELERINI!!!

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contro sfratti, sgomberi, distacchi vi tiriamo i nostri tacchi

Per le strade di ostiense

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♫ E LA LUNA BUSSò ALLE PORTE DEL BUIO ♫

 

Più vicino ai marciapiedi dove è vero quel che vedi…  Nel pomeriggio di un afoso martedì 4 agosto, i solerti omini di ACEA, accompagnati da zelanti playmobil e digossini senza neanche il fascino della divisa, hanno staccato luce e acqua a diversi edifici del cortile di Via Ostiense 137, tra cui lo spazio delle Cagne Sciolte. Non si sono limitati a lasciare noi ed altre persone senza acqua e luce nell’agosto più caldo degli ultimi 100 anni, ma hanno anche fatto partire una denuncia contro ignoti. Il giorno successivo, tre solerti sbirri in borghese si sono presentati al cancello per provare ad identificarci, andando però via a mani vuote.

E se ne andò a cercare un po’ più in là qualche cosa da fare … Quello che è successo a noi in questi giorni non è un episodio isolato ma una strategia che l’ACEA, in combutta con le guardie e con la complicità silente delle istituzioni, sta portando avanti nei confronti di diversi spazi occupati ma anche di tantissim* singol* e famiglie. Solo pochi giorni fa, la stessa strategia è stata perpetrata nei confronti dello spazio Jolly a via del Gazometro, unico luogo di socialità per gli anziani del quartiere, occupato nel 2014. In quel caso, oltre al distacco sono fioccate denunce per furto di energia elettrica e resistenza a pubblico ufficiale. Alcuni di quelli che cercavano di opporsi sono stati portati al commissariato di zona.

E la luna bussò dove c’era il silenzio… In questo contesto di attacchi continui agli spazi liberati sul territorio romano, gli spazi delle donne subiscono un attacco ulteriore. Recentissimo è il caso del 22 a via dei Volsci, che è stato chiuso dalla magistratura e dalle guardie dopo trentanni di occupazione femminista e lesbica, Sul piano istituzionale invece, nonostante la retorica, la legge contro il femminicidio del 2013 non ha colpito la violenza sulle donne, non riuscendo neanche a garantire il livello minimo di finanziamento alle associazioni, ai centri antiviolenza e alle case rifugio, che ogni giorno sostengono i percorsi di liberazione delle donne. Una legge, infatti, non basta a modificare il contesto politico e culturale che considera la violenza contro le donne un problema a cui dare risposte repressive e securitarie. Ancora oggi non si riconosce l’evidenza del fatto che la violenza avviene tra le mura domestiche, ad opera di padri, mariti, ex e compagni; che non è il frutto di un raptus e non può essere giustificata dalle scelte sessuali o di vita delle donne. La sentenza del Tribunale di Firenze sullo stupro alla Fortezza da Basso è l’esempio di come questo strumento venga utilizzato non solo da chi la violenza l’agisce, ma anche dallo stato e dai suoi tutori, che la strumentalizzano come pretesto per controllare e normalizzare le nostre vite e i nostri corpi.

…quindi spalancò le finestre del vento!!!

In questro quadro istituzionale e culturale desolante, a dicembre del 2013 abbiamo occupato un ex night club, chiuso dal 2008 per sfruttamento della prostituzione. Abbiamo deciso di riappropriarci di uno spazio che è stato per anni luogo di sfruttamento e mercificazione dei corpi delle donne per creare uno spazio di liberazione di desideri e pratiche.
Fregandocene della retorica che vuole dividerci in sante e puttane, abbiamo costruito un luogo autogestito da donne, femministe, froce, queer e tutta la favolisità che c’è nel mezzo e oltre, che ospita un corso di italiano per donne, corsi di lingue, un laboratorio autogestito di pole dance, una camera oscura, i Giardinieri Sovversivi, oltre a iniziative e spazi di discussione, elaborazione e confronto.
Lo spazio di via Ostiense ospita anche lo sportello antiviolenza “Una stanza tutta per sè”, che offre alle donne un luogo di ascolto e supporto nel percorso di uscita dalla violenza.
Siamo pront* a difendere questa esperienza da qualsiasi attacco, perchè la liberazione degli spazi, la sorellanza e l’autorganizzazione rappresentano per noi le uniche pratiche legittime…..

Stato, Chiesa e Acea spiacciatece casa e innaffiatece le piante!! Intestatece le ville de schicchi!!!

E allora giù quasi per caso quando è un lusso la VOLTURA c’è bisogno della lunaaaaaaa!!!

Visto che tanto non partite perché non c’avete n‘euro, rimanete a sudare con noi!
Ulteriori aggiornamenti sul blog delle cagne!

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APERITIVO BENEFIT PER LO SPORTELLO ANTIVIOLENZA *UNA STANZA TUTTA PER SE’*

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Che la notte della magia abbia inizio!

Fra incantesimi, chiromanti e tarocchi…non saprete più dove guardare!
Dalle 18.30 aperitivo vegan
Alle 19.30 Cabaret astrologico di Astronza
Dalle 22.00 Dj set di pazzi balli onirici!

Vi aspettiamo giovedì 16 luglio dalle 18.30 @ Cagne Sciolte, via ostiense 137/b

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Sabato 27 giugno è ancora la notte di Stonewall! The First Pride Was A Riot! Passeggiata Notturna.

La notte tra il 27 e il 28 giugno 1969 un tacco, una bottiglia, un coro di urla ribelli si mossero nell’oscurità di New York e dello Stonewall Inn durante l’ennesima rappresaglia omofoba da parte della polizia.

STONEWALL

 

 

 

 

Oggi come allora vogliamo riprenderci le strade e urlare la nostra sete di resistenza e di esistenza libera, autodeterminata, ribelle.

The-riot.

Sabato 27 giugno ci vediamo alle 19,00 dalle Cagne Sciolte in via ostiense 137 per partire insieme per le strade di Roma!

Come sempre l’angolo del DraGgaggio è disponibile per dare libero sfogo alle vostre – e nostre – voglie di travestimento!

THE FIRST PRIDE WAS A RIOT! 

Queer still means RADICAL

 

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#20giugno: Non ci scusiamo per il masturbo!

Riceviamo e diffondiamo:

Oggi, 20 giugno, mentre piazza San Giovanni si riempie di esaltati catto-fascisti che pretendono di scegliere al nostro posto come dobbiamo vivere, e qual è la giusta morale, noi siamo andat* a far visita in alcune ‘Case del Signore’ (che di immobili ne possiede parecchi) a portare un po’ di colore e a ribadire che nonostante retrogradi e censori, preti e oppressori, noi facciamo come ci pare!

Abbiamo visitato anche  una chiesa a Torpignattara, nei dintorni della quale, qualche giorno fa, due ragazzi gay sono stati aggrediti mentre tornavano dal Pride.

NON CI SCUSIAMO PER IL MA-STURBO!

OMO-LESBO-TRANSFOBIA DALLE STRADE LA SPAZZEREMO VIA

LIBER* TUTT*

nonci

In principio fu il rosa e l’azzurro.

Alle femmine il rosa e ai maschi l’azzurro. Alle femmine i mestolini, le barbie e i bambolotti; ai maschi pistole, macchinine e attrezzi da meccanico. Per farl* crescere con il giusto posizionamento: le donne a ramazzare, fare i tortelli e i lavori di cura; gli uomini a dominare, comandare, decidere e portare i soldi a casa.

Poi abbiamo deciso che ci si può anche non sentire a proprio agio con il sesso biologico e il ruolo che ci è capitato.

E quindi lottiamo per la libertà di scegliere: chi essere, come essere, quale percorso intraprendere per inventare la propria favolosità.

Tutto questo si scontra con la cultura eteronormata e creazionista che ci vuole ben divis* per ruoli e mansioni:  azzurro e rosa,  macchinine e mestolini. Non può esistere un maschio che gioca con le bambole o una bambina che vuole essere una perfetta meccanica.meno

L’ultima invenzione per contrastare la libertà di scelta e l’autodeterminazione dei nostri corpi è la fantomatica “Ideologia del Gender”, secondo la quale Unione Europea e comunità lgbtiq si sarebbero coalizzate per “somministrare ormoni alle/i bimbi per farli diventare gay”.

Secondo le menti geniali dei movimenti anti-Gender (?!), stiamo complottando per far diventare tutt* froc*, bambin* compres*.

Che piano diabolico!

Allora. Partiamo dalle basi.

Voi credete che per il bene dell’umanità un tizio è stato crocifisso – con scarsi risultati per altro, vista la merda che ci circonda.

Noi crediamo nella libertà di scelta sul proprio corpo, quindi se ti fa godere un chiodo piantato sul palmo, fallo pure bellezza, ma fallo solo per il tuo piacere!

Voi credete ad una vergine, inseminata da dio e che ha avuto notizia della sua gravidanza da un arcangelo.20150619_111358-2

Noi crediamo nella sessualità libera e consapevole, nell’utilizzo dei contraccettivi femminili e maschili per contrastare le malattie sessualmente trasmissibili e le gravidanze non desiderate. E siamo per la libertà di scelta senza se e senza ma: aborto libero e gratuito!

Voi credete nel paradiso e nell’inferno.

Noi crediamo nella realtà di tutti i giorni, dove vogliamo essere liber* di amare, baciare, scopare ed essere chi vogliamo noi.

Voi volete costringere bambini e bambine a crescere in base al sesso biologico, opprimendoli solo tra due colori, il rosa e l’azzurro, e reprimendoli in due ruoli: quello del maschio dominante che porta i pantaloni in casa e quello della donna sottomessa alla famiglia e assoggettata ai lavori di cura.

Noi vogliamo che tutt* crescano liberi di essere ciò che vogliono, senza ruoli predeterminati, senza pregiudizi né stereotipi. Che nessuna omo-lesbo-transfobia venga legittimata e che il sessismo venga combattuto fin dalla più tenera età.

Insomma: voi vorreste dettare le regole e determinare chi siamo e cosa dovremmo volere.

Noi lottiamo per l’autodeterminazione dei corpi e dei desideri e per la libertà di scelta.

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